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sabato 29 dicembre 2012

Con Vespa si può!


Paolo & Natalia presentano..
 ..Sardegna in Vespa 2009!

 “Con Vespa si può!”


Questo semplice racconto rimasto nel cassetto per anni è stato rivisto e corretto decine di volte, la voglia di metterlo online era sempre tanta ma il tempo pochissimo. Finalmente in questi giorni festivi di fine 2012 ho deciso di pubblicarlo riordinando appunti e immagini. 

La nostra piccola vacanza non ha niente a che vedere con grandi viaggi, non parlerò di Africa o Asia e neanche di mete più abbordabili nella nostra cara vecchia Europa! Niente Patagonia, la terra immensa che mi ha affascinato grazie al primo libro di Lorenzo Franchini! Inutile dire che la lettura di “Hasta la fin del Mundo…in vespa!” mi abbia influenzato positivamente donandomi di nuovo la voglia di scrivere sopita da tempo.
A Lorenzo auguro che questo lavoro vespistico-letterario sia  soltanto il primo di una lunga serie! 



La Toscana in minima parte ma soprattutto la Sardegna sono gli scenari nei quali si muoveranno i protagonisti; il sottoscritto e la sua ragazza Natalia, entusiasti di vivere una intensa e divertente settimana in Vespa! 
Il titolo "Con Vespa si Può" riprende un noto slogan della Piaggio di molti anni fa che calza a pennello con la nostra piccola grande avventura. Ma cosa c'è di speciale in tutto questo soprattutto se paragonato ad imprese ben più ambiziose, sia per la breve durata che per la meta poco esotica? 
Per noi molto, anzi moltissimo! 

Scerpe è un semplice ragazzo Toscano che ha da poco superato i 40 anni, gran girellone in Vespa fin dai primi anni ’80. Natalia è una conduttrice radiofonica e giornalista che viene dalla Crimea, una regione bellissima e lussureggiante affacciata sul mar nero dal clima quasi mediterraneo, che un giorno spero di poter visitare nuovamente ma in sella alla mia fedele Vespa!
Qual'è il vero senso di questo racconto? 
Starà a voi scoprirlo se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo! 
Tutto è iniziato sul web, infatti la nostra è una delle tante conoscenze fatte a distanza che da subito si è trasformata in una bellissima storia d'amore, portata avanti con tenacia e superando mille difficoltà. Come è facile intuire i nostri viaggi, che poi erano l’unico modo per stare insieme, iniziavano sempre alcuni mesi prima, dopo una lunga e meticolosa preparazione. 
Ma quando era Lei a venire in Italia le cose si complicavano moltissimo, perché non avete idea di cosa debba passare una persona che vive fuori unione europea per fare soltanto del semplice turismo! Il solo ricevere il visto è sempre stata una vera e propria lotteria. 
Ma ce l’abbiamo sempre fatta, e con tanta pazienza la burocrazia è sempre stata messa al tappeto! 

A maggio 2009 tutto era già pronto per Natalia; biglietti aerei, passaporto con visto, assicurazione sanitaria e altre cose non meno importanti, insomma non mancava proprio nulla alla sua documentazione e si poteva pianificare nei dettagli la nostra vacanza italiana. 
E qui da me come procedeva l’organizzazione?!
Sarei stato così bravo come nel recente passato quando mi ero occupato di gite e vacanze con gli amici? I nostri incontri italiani si erano sempre svolti in stagioni poco adatte a girare in Vespa e le mete erano sempre di carattere storico, artistico e culturale. 
I mezzi di trasporto in non troppo divertenti treni, auto, bus.
Musei Vaticani, Uffizi e tante altre città d’arte erano state già visitate e ogni volta mi rendevo conto di quanto splendida sia la nostra penisola. In alcuni musei ci mettevo piede per la prima volta nonostante li avessi avuti sempre a un tiro di schioppo...che vergogna! Ci voleva soltanto una persona speciale come lei, proveniente da molto lontano e assetata di bellezza per farmi apprezzare ancora di più tutto questo! 


Inizio a smanettare su internet per trovare delle buone occasioni sulla meta che ho in mente; 
la Grecia! 
In questa fantastica nazione mi sono sempre trovato come a casa nei cinque viaggi precedenti, ma purtroppo il mio entusiasmo viene subito annullato dai prezzi assurdi per il solo passaggio in nave da Ancona fino a Igoumenitsa e ritorno..
Allora mi ricordo di un luogo da favola visitato in Vespa soltanto tre anni prima con un amico;
la Sardegna!
E più precisamente il nord con le sue numerose e incredibili spiagge, con l’arcipelago della Maddalena, con i suoi paesini incantevoli, con la sua gente genuina, e con il cibo che è una vera gioia per il palato!
Ma con quale mezzo affrontare, anzi, godere di tanta abbondanza e bellezza?
Ovviamente il primo pensiero va subito alla Vespa!

Ma tengo conto del fatto che Natalia non ha mai viaggiato in questa maniera e neanche io ho mai fatto qualcosa di simile prima d’ora, avendo avuto sempre la parte posteriore della sella tristemente vuota. Non so se riuscirà ad adattarsi a questo modo tanto spartano quanto divertente di muoversi. E inoltre Lei ha un problema alle ginocchia che ne limita la mobilità e che solo in  futuro potrà essere risolto chirurgicamente. 
Penso che sarà un disagio per Natalia, potrebbe avere dolore o stancarsi facilmente.

Immagino poi che una donna abbia delle esigenze particolari, soprattutto per quanto riguarda bagagli e abbigliamento, infatti indossa quasi sempre la gonna, indumento questo che non sembra affatto pratico per stare a lungo su uno scooter!

Il mio forse il mio è un pensiero da egoista ma al tempo stesso pieno d’amore e di condivisione, perché amo da sempre viaggiare in Vespa e ora desidero coinvolgere anche Natalia, come se questo fosse il nostro primo vero Raid appositamente preparato per lei! Tante volte infatti aveva seguito le nostre gesta in giro per l’Italia, apprezzando poi le mille foto, i miei lunghi e dettagliati racconti e i tanti commenti degli amici sul forum di Vespaonline.
Ma tutto questo non bastava, ci voleva finalmente qualcosa di reale per farle provare tante  emozioni soltanto immaginate! 

Spero che vorrà essere complice di questa mia passione viscerale anche se prevedo benissimo tutti i rischi che questo comporta.

Continuo le ricerche e ora finalmente il web mi da le risposte che attendevo!
Moby Lines; Piombino - Olbia andata e ritorno per due persone, totale 130 euro.
Mi sembra proprio una ottima offerta e inoltre ho la possibilità di scegliere per questa stessa tariffa fra moto e auto. 
Non ci penso più di tanto e prenoto istantaneamente inserendo i dati della mia Vespa!
Partenza il 27 luglio e ritorno il 2 agosto, è fatta!
Stare insieme una settimana “on the road” sarà per noi più che sufficiente in questa nostra prima volta che consideriamo del tutto sperimentale.
Ma Lei ancora non sa nulla di tutto questo…sa soltanto che atterrerà a Fiumicino il 24 luglio.
Così la sera stessa dopo i saluti di rito le comunico tramite skype:
- Sorpresa!!! Sai cosa ho prenotato per noi?! ! -
Ho paura che ci rimarrà male per non averla informata prima, sono cose queste che in una qualsiasi coppia si dovrebbero decidere assieme.
Ma con grande sorpresa vedo tramite webcam il suo bel sorriso raggiungere il massimo dello splendore!!! E’ felicissima e non vede l’ora di salire in Vespa per visitare questa bella regione a lei totalmente sconosciuta!!





I problemi alle gambe non la spaventano, anzi per Natalia questa è solo un’altra sfida da affrontare e vincere come ha sempre fatto. Ho sempre ammirato Il suo entusiasmo e coraggio, e mentre scrivo spero che la lettura di questo racconto sarà di grande stimolo per tutte quelle persone prive (per loro fortuna) di qualsiasi problema fisico, ma talvolta spaventate dal nulla e sempre esitanti nell'intraprendere un viaggio, oppure arrendevoli di fronte ai modesti disagi della vita di tutti i giorni.
Perché siete tanto noiosi e “lamentosi” voi che avete tutto e soprattutto la salute?
Perché non riuscite ad essere mai felici?

Cosa mi tocca leggere e sentire a volte!!
- Ma…se si rompe la Vespa…come faccio? -
- Troverò la benzina in quel posto? Ci saranno distributori! -
- E poi…le malattie, la delinquenza in certe zone... -
- E i bagagli, come portare tutto ciò che serve?-

E via dicendo con cavolate e scuse di ogni genere, neanche uno dovesse andare ogni volta alla fine del mondo (e non mi riferisco questa volta alla Patagonia di Lorenzo!).
La vita è splendida e il mondo che ci circonda lo è altrettanto (anche se in molti casi ne abbiamo una percezione opposta), sta solo a noi scoprirlo al massimo sfruttando lo scarso tempo e le rare condizioni favorevoli che famiglia, lavoro, disponibilità economiche e salute ci consentono col contagocce.
A volte c'è bisogno di uno stimolo, un piccolo incoraggiamento, ma anche di un minimo di curiosità che ci facciano vincere le nostre incertezze.
 Il premio per quello che ci attende fuori sarà certamente grandioso!

A Giugno partecipo al Raid dei Castelli Matildici organizzato dagli amici di Vespaonline, un ottimo e divertente allenamento in vista della vacanza imminente, ma al ritorno mi accorgo che dopo i mille chilometri percorsi, la Vespa ha qualcosa che non va e rumori poco simpatici continuano a farsi sentire dalla zona motore.



Cosa sarà accaduto questa volta?! Qui ci vuole il dottor Guidolavespa, il mio meccanico di fiducia nonché carissimo amico di Raids e non solo!
La diagnosi uditiva è presto fatta:
-La frizione sta per andare nuovamente a farsi friggere!-
Si era già rotta un anno prima sul Passo Viamaggio mentre stavamo andando in Romagna, ma in quel caso aveva già 85.000 chilometri sul groppone!
E' sempre meglio prevenire che curare, e la colpa in questi casi è sempre del proprietario!
Esito un po’ e lascio la Vespa nella sua officina soltanto a metà luglio, a soli pochi giorni dall'arrivo di Natalia.
“San Guido” esaudisce i miei desideri in pochissimo tempo facendo saltare alla Puffa una lunga  fila d’attesa formata da una miriade di scooter ed Ape.



Grazie Guidone, senza il tuo aiuto col cavolo che sarei qui a scrivere adesso!!

Arriva così il fatidico 24 luglio e finalmente a Roma riabbraccio Natalia dopo i lunghi mesi di lontananza, che gioia immensa!!!
I due giorni che seguono ci vedranno sballottati a destra e a sinistra fra cene e pranzi che non possiamo rifiutare a parenti ed amici.
Ma alla vigilia di lunedì 27 non ho preparato ancora nulla.
Bagagli e prove sulla Vespa sono ancora da fare.
Lei è preoccupata, ma io la rassicuro:
- Tranquilla, ormai questa è una mia cattiva abitudine che nel tempo ho trasformato in una sorta di scaramanzia, prima di ogni viaggio faccio sempre così! Mettiamo la sveglia molto presto e penseremo a tutto domani mattina, vedrai, non ci saranno problemi! -
E così sarà!
Alle 8.00 di lunedì 27 luglio siamo in garage con l’entusiasmo alle stelle e già pronti per partire.
I bagagli sono ridotti al minimo e fissati perfettamente sulla Puffa, tutto è ok, anzi “atlichna”come si dice dalle sue parti!
La giornata si preannuncia splendida, il cielo è limpido e il sole ancora non fa sentire del tutto (per nostra fortuna!) il suo calore, ora non resta che fare un salto in officina da Guido per i saluti e per presentare Natalia a lui e a sua moglie Sabina.
Ci intratteniamo a lungo con loro chiacchierando piacevolmente su mille cose, ma ora però….
 - Si sta facendo davvero tardi! -
E’ venuto il momento tanto atteso della partenza ufficiale, ma il buon Guido si accorge che le piccole ruote della Vespa sono leggermente sgonfie e provvede a dar loro la giusta pressione!
Ci siamo finalmente, Paolo e Natalia iniziano il viaggio in direzione Piombino contenti come due ragazzini!
Bastano i primi venti chilometri di curve e tornanti per farmi abituare a questa nuova configurazione, l’aria è piacevolmente fresca e in pochissimo tempo siamo già alle porte di Siena.



Ogni tanto mi accerto che Natalia sia comoda e le chiedo se sia stanca, ma ogni volta mi rassicura che va tutto bene e tiriamo dritti fino a Sovicille.
Ecco, siamo nella zona del Raid Granducato che abbiamo organizzato con gli amici aretini.dopo una meticolosa preparazione alcuni mesi prima e di cui tanto si era parlato. 

Ora anche lei può finalmente entrare nei paesaggi più volte ammirati soltanto in forma digitale, e proprio da qui inizia a scattare raffiche di fotografie ad ogni cosa che vede!
Tutto per lei è nuovo e tutto le appare di una bellezza che riempie gli occhi, soprattutto quando la strada taglia in due un campo di girasoli nel pieno del loro splendore, sono di un giallo così intenso da non sembrare veri! Poi attraversiamo fitti boschi dove il sole penetra a malapena e dove l’afa  non si fa ancora sentire.






Ci fermiamo per la prima vera sosta a Frosini dove facciamo colazione.
In questa bottega ero già stato altre volte con gli amici e l’ultima fu proprio in occasione di un test per il Raid insieme a Bibo, Guido e Uno.
Questa merenda/cena a base di squisiti prodotti tipici fu il giusto premio dopo la lunga, faticosa e fredda giornata che ancora ricordiamo con estremo piacere!

Oggi con lei optiamo invece per il classico cappuccino con cornetto, ma non dimentico di raccontarle che proprio qui i miei genitori ancora giovanissimi venivano a ballare durante i rari momenti di svago che potevano concedersi a quei tempi. Da allora sembra che non sia cambiato quasi nulla, sia nel locale che nel piccolo paesino preceduto da una lunga serie di tornanti che i motociclisti ben conoscono. 
Saliamo in Vespa effettuando la nostra manovra ormai collaudata; 
lei si sistema sulla sella prima di me quando la Puffa è ancora sul cavalletto, poi metto in moto con un colpo di pedivella, salgo su e dico:
- “Pronti, cuochi, viaaaa!!” –
Che scemi siamo! 




Ma perdonateci, sarà il nostro simpatico tormentone per tutto il viaggio!
Sosta benzina poco più avanti dove un sorridente signore tedesco con famigliola al seguito non smette un attimo di fissarci, forse vorrebbe chiederci qualcosa sulla Vespa ma non lo fa.
Pochi minuti e facciamo ancora una breve fermata, questa volta nei pressi della imponente e affascinante Abbazia di San Galgano che ci ripromettiamo di visitare al ritorno.
L’andatura lenta ci permette di apprezzare anche dettagli altrimenti invisibili e mi accorgo che Natalia dopo questi primi cento chilometri è già un tutt'uno con la Vespa, ma soprattutto mi rallegra il fatto che si stia divertendo da matti e non sia affatto stanca!
Dopo Massa Marittima svolto a destra e mi infilo in una stradina secondaria, ma ora il caldo inizia a farsi soffocante e mi vengono in mente tutte le previsioni catastrofiche lette ed ascoltate sulla Sardegna devastata in quei giorni da numerosi incendi.
Ci fermiamo sotto un albero per toglierci le giacche, sgranchirci le gambe e dissetarci un poco, e subito dopo con grande stupore ci rendiamo conto di essere nei pressi di un’oasi del WWF.
Tutto intorno ci sono tralicci con grandi nidi di cicogne, dunque non mi lascio di certo scappare l’occasione per immortalare questi grandi uccelli che non vedevo liberi dai miei viaggi in Ungheria di fine anni ’80!



Suvereto ci accoglie in modo esotico con tanti fichi d’india a bordo strada, e Natalia continua a stupirsi per quanto sia varia questa Toscana che alterna fitti boschi a vigneti e campi coltivati ad antichi e deliziosi paesini. Il nostro tour di oggi sta per concludersi, è già tardi e purtroppo dobbiamo correre veloci verso il porto senza altre soste come speravamo.
Solo una veloce rinfrescata a Venturina ci fa scendere per l'ultima volta dalla Vespa e poi imbocchiamo i lunghi rettilinei che ci portano a Piombino che già si intravede sullo sfondo dalle brutte ciminiere delle acciaierie.

Siamo arrivati al porto, scendiamo dalla Puffa e parcheggiamo sul grande piazzale del “molo numero 1”, ma non abbiamo ancora pranzato e così fame e sete iniziano a farsi sentire. Il sole è a picco ma per fortuna troviamo riparo sotto le volte del grande muro che delimita il porto, queste almeno per il momento regalano un po’ d’ombra a noi e agli altri motociclisti che per la verità sono pochi. 



Siamo gli unici vespisti buffi e colorati, e ovviamente attiriamo subito l’attenzione dei tanti turisti in attesa. Ma è soltanto con un colossale motociclista veneto che inizio una lunga  conversazione sulla vacanza e sui viaggi a due ruote in genere.
E’ molto simpatico e con il suo forte accento mi ricorda i tanti amici vespisti delle sue parti, soprattutto il grande Gianka e l’immenso Flavio anche loro sono della medesima stazza!



E’ qualcosa di inspiegabile, non so perché ma veneti e toscani legano subito senza tante barriere, c’è come un filo invisibile che unisce queste due regioni all'apparenza diverse ma in realtà  molto simili. Forse abbiamo in comune l’amore per il bello (Venezia e Firenze ne sono esempi mondiali) o forse è la profonda e reciproca cultura del vino; Prosecco loro e Chianti noi! Anche i nostri dialetti sembrano non aver niente in comune ma sono entrambi allegri e simpatici. Ma penso che siano soprattutto un grande senso civico e una memoria ancora viva di lontana povertà i trait-d'union principali.
Non ricordo il nome di questo gigante, ma le chiacchiere con lui si prolungano piacevoli ancora per molto. Poi mi fa notare quanto siano pesanti lui e sua moglie con i bagagli fissati sulla grossa moto BMW! Tutti insieme superano i cinquecento chili totali, praticamente come una piccola auto, a differenza di noi che invece siamo molto più leggeri! 
Per gironzolare in Sardegna ed esplorarne le sue spiagge è certamente di gran lunga migliore la nostra agile configurazione!

Ci interrompiamo bruscamente però, perché sempre lui mi ricorda di fare il check-in che avevo completamente dimenticato proprio mentre la grossa nave “Moby Aki” è ormai già in vista.
Devo sbrigarmi e corro immediatamente da un addetto con la pettorina arancione che una volta passato il mio biglietto sulla macchinetta elettronica mi dice:
- Il suo biglietto qui  non risulta! -
- Cosa??? -
Esclamo io!
- Ma l’ho fatto mesi fa, come’è possibile? -
Mi consiglia di andare velocemente alla stazione marittima che si trova in fondo al grande piazzale, salgo le scale di corsa tutto sudato e fortunatamente un impiegato molto gentile mi informa che questo può accadere quando ci sono variazioni di date, cosa che in effetti avevo fatto alcune settimane prima.



Tutto è prontamente risolto e ritorno alla nostra postazione che oramai non si salva più dal sole. In tutto questo tempo Natalia è rimasta in disparte rimanendo schiacciata sulla parete come a rubare l’ultimo filo d’ombra disponibile, parla poco ma ascolta curiosa questi due sorridenti chiacchieroni appassionati di viaggi.



E’ buffo, Paolo e Natalia stanno andando insieme nella infuocata Sardegna, proprio loro che senza dubbio sono fra i più bianchi d’Europa e rischiano seriamente pericolose scottature!

Non comunque l’ora di salire sulla nave che in questo momento si sta avvicinando alla banchina, è ormai questione di pochi minuti e il sole non sarà più un problema.
E sarà lo stesso anche durante il soggiorno visto che mi sono armato di numerose creme filtro mille che forse non ci doneranno una bella e dorata abbronzatura, ma certamente ci eviteranno la trasformazione in sofferenti gamberoni cotti alla brace!
Entriamo nel ventre del traghetto per primi e una volta posteggiata la Puffa cerco il modo più pratico e veloce per assicurarla ad una cima, quasi nascondendola in un angolino dove non disturba nessuno. Natalia è al suo primo viaggio su imbarcazioni di queste dimensioni, osserva e ascolta tutto tremendamente incuriosita!


Ha ora inizio la nostra piccola crociera su questa allegra nave che sembra progettata soltanto per i bambini. E noi che un po’ bambini siamo rimasti, ci tuffiamo con grande entusiasmo in questo mondo Looney Tunes fatto di Willy il Coyote, Bugs Bunny ed altri simpatici personaggi dei cartoni animati. Ordiniamo una bella pizza fumante mentre il traghetto alle 14.00 esatte si muove puntualissimo, fame e sete sono subito placate sotto lo sguardo buffo dell’enorme coniglio di plastica e potremo iniziare il nostro tour esplorativo girando in lungo e largo fra bambini che giocano nello spazio a loro dedicato, e ai tanti turisti allegri e vocianti che mangiano, riposano o fanno il bagno in piscina.
Non sembra neanche di stare in movimento e a volte quasi si dimentica di essere su una gigantesca imbarcazione che solca questo liscio e placido Mar Tirreno, con la pancia gonfia di auto, moto e camion!







Passano le cinque ore previste e siamo in vista di Olbia dove ad attenderci c’è un romantico tramonto infuocato che impedisce ai più di rimanere dentro. Ci godiamo così gli ultimi minuti sul ponte ad ammirare la costa, abbracciati e a scattare le ultime foto di questa interminabile splendida giornata.





Tutto è andato oltre le più rosee previsioni, ora non ci resta che salire in sella ed affrontare l’ultimo passo, cioè andare alla ricerca dell’albergo che non dovrebbe essere troppo distante dal porto. Ovviamente non ho con me il navigatore satellitare che in questo caso mi sarebbe proprio utile, non è che lo abbia dimenticato, ma da anni mi ostino a non comprarlo nonostante i prezzi siano ormai alla portata di tutti!
A causa dei lavori in corso che bloccano una strada per raggiungere l’hotel, perdiamo circa mezz'ora in vane ricerche girando per le stesse vie come trottole!
Ma ne vale comunque la pena perché c’è ancora molta luce che permette di ammirare il centro di questa bella città forse troppo sottovalutata, visto che per i più è soltanto un punto di veloci arrivi e partenze. Perdendoci per le sue strade abbiamo subito toccato con mano la gentilezza dei sardi, che anche in questo frangente si sono fatti in quattro per accompagnarci alla agognata meta. Questo è uno dei momenti che preferisco, quello dell’arrivo, dove subito mi immergo in una realtà  sconosciuta (anche se in questo caso iper turistica!) avendo immediato il contatto umano con le persone del posto.

E’ bello smarrirsi e poi chiedere indicazioni, si ha sempre la chiara percezione sulla gente del luogo che ti può trasmettere calore o diffidenza.

Di sicuro anche in questa occasione l’effetto Vespa colorata e carica ispira tanta simpatia e vince qualsiasi indugio!
Ad Olbia il nostro soggiorno sardo non poteva iniziare in modo migliore di questo!
Il nostro arrivo in albergo è (e sarà spesso così durante tutta la nostra vacanza!) piuttosto imbarazzante, con la Puffa che si arresta davanti all'ingresso con noi sopra ormai stremati proprio mentre altri avventori escono per andare a cena, guardandoci con una certa curiosità mista forse anche a pena!
Ma che ci frega, ci sentiamo proprio bellini e originali grazie al nostro aspetto di viaggiatori stanchi e cotti dal sole, soddisfatti per aver terminato la prima parte di questa nostra piccola impresa, che pensiamo di meritare soltanto sorrisi e ammirazione!
Prima di scendere dalla nostra fedele PX125E ci diamo un goffo bacione con ancora in testa i caschi con le visiere aperte che sbattono una contro l’altra…poi scoppiamo a ridere!

Abbiamo raggiunto il nostro accogliente nido dopo aver condiviso una giornata fantastica, la nostra prima sfida è stata vinta ed ora una doccia rinfrescante e un letto comodo ci attendono di sopra. Natalia inizialmente un po’ titubante per via della lingua si occupa subito delle piccole operazioni alla reception, così potrà prendere possesso della camera il più velocemente possibile, mentre ai bagagli e a tutto il resto penso ovviamente io. Più tardi saremo noi ad uscire trasformati in assetto da cena, mentre gli altri che immagino satolli, rientrano in hotel soddisfatti.





Il secondo giorno ci saluta ancora con un cielo azzurro tanto intenso che soltanto la Sardegna sa regalare, fa già caldo di primo mattino ma non c’è afa e si sta decisamente bene.
Dopo la ricca colazione ci avviamo verso la puffa che ha trascorso la notte solitaria a due passi dalla piscina, tiro fuori i numerosi lacci che serviranno per legare nuovamente la variopinta valigia come un salame, e preparo tutto per affrontare il breve tratto di strada che ci separa dall'agriturismo.
- Pronti…cuochi…viaaaa!! -
Ma via dove?!!
Accidenti c’è qualcosa che non va!
La Vespa sembra affondare nell'asfalto con noi sopra e non si muove di un centimetro.
Per forza testone di un Paolo, non ti sei accorto che hai caricato i bagagli sulla Vespa che ha la ruota posteriore completamente a terra?!
Di sicuro abbiamo forato la sera precedente durante il nostro girovagare e la gomma si sarà sgonfiata lentamente, o almeno così mi piace pensare perché non mi passa per la mente che qualche buontempone possa averci giocato uno scherzo simile durante la notte.
Smonto tutto sotto il sole che ora picchia davvero forte e sotto lo sguardo attento di Natalia, che incuriosita mi fa domande tecniche sulla semplice operazione del cambio ruota.
Ma in pochi minuti tutto è di nuovo a posto anche se io sono già fradicio di sudore.
Ritentiamo la partenza ancora una volta ma  soltanto dopo aver sgolfato la Vespa che è rimasta coricata!
- Pronti…cuochi…viaaaa!!! -
Questa volta  siamo davvero in direzione Costa Smeralda, che bellezza e che goduria guidare in Sardegna con il mio Amore dietro che si tiene forte alle mie maniglie naturali!





Oggi è stato come ritrovarci catapultati in un altro mondo, tutto è cambiato da ieri, i colori, la vegetazione, le rocce e tutto quello che ci circonda offrono un vero e proprio spettacolo!
Grazie alla velocità il caldo che poco fa mi sembrava opprimente, adesso è diventato un tiepido venticello,  mi diverto procedendo lentamente e cazzeggiante mentre parlo a lungo con Natalia su tutto ciò che vediamo.



E mi faccio volentieri superare dai tanti turisti chiusi all’interno di auto colme di bagagli che sembrano acciughe in scatola! Tutti però si voltano a guardarci e alcuni ci salutano, forse anche con benevola invidia nonostante l’aria condizionata a loro disposizione, noi ricambiamo sorridenti rimirando gli splendidi paesaggi che si aprono davanti ai nostri occhi dietro ogni curva (o “lingua di suocera” come si dice da Natalia “tioscin iazyk”).
Di certo con questo clima da favola stiamo di gran lunga meglio noi!
Abbandoniamo la via principale e dopo aver svoltato in direzione Tempio Pausania percorriamo le strette stradine prive di traffico che ci porteranno al nostro agriturismo.
L’ultimo tratto per raggiungerlo è uno sterrato sabbioso e sconnesso che ci fa piombare in un altro mondo, è come fare un tuffo nel passato di questa antica e genuina civiltà contadina.
Palau e Santa Teresa di Gallura distano rispettivamente a 15 e 25 chilometri, ma sembra di essere lontani anni luce dalla mondanità e dal turismo di massa che ormai da queste parti sono floride realtà economiche.




Il bello della Sardegna è anche questo, basta allontanarsi di poco dalla costa per ritrovarsi immersi in una natura aspra e selvaggia fatta di rocce granitiche dai colori e dalle forme più varie.
E poi mirto, pinete, i muretti a secco, fichi d’india, gli animali allo stato brado e il vento.
Ecco un’altra caratteristica positiva di questa zona, i venti, che quasi costantemente battono le coste e ne rendono godibile un clima altrimenti rovente.




Da queste parti è tanto amato dai surfisti quanto detestato in spiaggia da noi semplici bagnanti! Tre anni prima in una splendida spiaggia di questa zona, ci fu impossibile (eravamo io e l’amico Sampei) fare il bagno a causa del maestrale, e rimanemmo per ore come due cotolette impanate sugli asciugamani svolazzanti! Se avessimo portato le nostre Vespa fuori dalla pineta sono certo che sarebbero state sverniciate dai bianchissimi granelli di granito che volavano violenti da ogni parte!
“Agriturismo La Striscia Larga” siamo arrivati!
Ma prima di raggiungerlo (avendovi soggiornato anni prima lo ricordavo molto più vicino) avevo la sensazione che la strada non finisse mai, e ogni tanto mi veniva il dubbio di aver preso quella sbagliata nonostante la mia buona memoria fotografica. Ma soprattutto mi domandavo se questa inusuale sistemazione sarebbe piaciuta a Natalia, lei che durante tutto l’anno il mare lo vede ogni giorno abitando in una grande città che vive di turismo balneare, e che ora invece si era fatta tremila chilometri per ritrovarsi in mezzo a mucche e trattori!
Ma ci conosciamo troppo bene ormai, so che i clamori, il caos e la vita notturna sono cose che non fanno per noi.
Natalia appena scesa dalla Puffa, che adesso si trova in mezzo a due grosse moto, mostra tutto il suo stupore per questo luogo che le piace da subito, sia per la sua posizione incantevole che per il senso di pace che vi si respira.




Siamo finalmente qui, sotto la grande quercia da sughero che si trova di fronte allo stazzo perfettamente ristrutturato che sarà la nostra base per i prossimi giorni.
Non faccio in tempo a sciogliere i bagagli che subito ci viene incontro il mitico Pasquale, proprietario e gestore di questo paradiso nascosto in terra di Gallura!
Come detto avevo soggiornato qui tre anni fa, e prima di me c’era già stato l’amico Cristiano che ce lo aveva vivamente consigliato.
Non c’è davvero migliore pubblicità del passaparola!
Mi riconoscerà Pasquale oggi?!
- Benvenuti!! Ma lei è già stato qui vero? Lei è il dottore, è venuto anni fa con sua moglie in moto, ora ricordo! -
Mi dice sorridente con il suo forte e simpatico accento.
- No Pasquale, io sono quello che arrivò  qualche mese dopo, ma in vespa, con un amico e senza donne! -
Pasquale non ci sente benissimo e non è sempre facile farsi capire, ma poco importa perché adesso è mezzogiorno e con questo caldo non vediamo l’ora di prendere possesso del nostro appartamento e svuotare le valigie per poi riposarci al fresco.




Da Wikipedia:
Lo stazzo è un insediamento rurale tipico principalmente della Gallura (in gallurese lu stazzu), nel nord Sardegna e della Corsica, ma presente seppur con utilizzi diversi in gran parte del meridione d'Italia. Il termine "stazzo" deriva dal latino "statio", stazione, luogo di sosta che ha rappresentato in Gallura il fulcro della vita rurale di migliaia di pastori-agricoltori per centinaia di anni. Indica contemporaneamente l'azienda contadina e la costruzione in cui abita il proprietario ed è costituito da un'abitazione di forma grossomodo rettangolare costituita da blocchi di granito e all'interno suddivisa in massimo due ambienti ma più spesso da un monolocale. All'esterno era spesso annesso il forno (lu furru) ed un piccolo magazzino (lu pinnenti). Raramente un edificio nato come stazzo si eleva oltre il piano terreno, ed in questo caso viene definito palazzo (lu palazzu). Un insieme di stazzi formavano la cussorgia (la cussogghja), un'entità geografica e sociale unita da vincoli molto forti di amicizia e collaborazione.


Pasquale ha sette camere a disposizione degli ospiti, l’ottava che è più piccola invece la usa lui nei mesi estivi. Poi c’è la stanza comune a disposizione di tutti che è sempre aperta, qui si fa colazione, c’è la cucina, la tv (che non guarda mai nessuno!) e il caminetto. Sotto la grande quercia, che regala ombra a tutto il cortile, si svolgono almeno una volta alla settimana delle grandi cene organizzate gratuitamente dal vulcanico Pasquale, a patto però che ognuno si impegni a dare una mano a seconda delle proprie possibilità. E’ uno spettacolo vedere l’istrionico proprietario che in pochi minuti riesce far collaborare persone tanto diverse per provenienza, ceto ed età, venute casualmente a soggiornare nello stesso posto che poi si ritrovano a mangiare e a discorrere alla stessa tavola come vecchi amici!
Gli altri giorni invece, sempre sotto la chioma della grande quercia, chi vuole può tirar tardi  chiacchierando e sorseggiando birra Ichnusa, interrotto talvolta dai richiami notturni delle civette e da altri suoni degni di “Geo&Geo” che in città è impossibile sentire!
Che buffo, tutti da Pasquale qui a San Pasquale, si perché è proprio in questo comune omonimo che si trova l’agriturismo!








Dopo i convenevoli smontiamo tutto dalla Puffa e prendiamo possesso della stanza sfuggendo alla calura divenuta ora insopportabile. Con grande rammarico notiamo subito l’assenza di aria condizionata (non ricordavo proprio se ci fosse o no tre anni fa!), ma con grande stupore ci ritroviamo invece in un ambiente freschissimo che ci regala da subito un grande sollievo!

La nostra grande camera è addirittura rivolta verso sud, con il sole che picchia forte fin dal primo mattino e sparisce alla nostra vista soltanto al tramonto. Questo potrebbe farci sospettare che dopo un primo sbalzo termico rischiamo di  ritrovarci in una sorta di forno, ma per fortuna non sarà così! Il merito è tutto dei muri di granito che sono molto spessi e garantiscono un perfetto isolamento dall'esterno, inoltre c’è una doppia porta a persiane in alluminio e un soffitto molto alto che (credo) dovrebbe disperdere il calore!
La vista da qui è splendida, le grandi piante di rosmarino, salvia ed altre erbe officinali in primo piano danno quel tocco mediterraneo e una sensazione piacevolissima.



Non so se Pasquale o chi ha progettato questa struttura tanto semplice quanto carina, abbiano volutamente previsto questo effetto, ma noi ne rimaniamo entusiasti e passeremo molte serate proprio qui, fuori sul piccolo marciapiede, seduti al fresco respirando i tanti profumi che si diffondono nell'aria. Guardiamo la volta stellata (come non facevamo entrambi da anni) nel buio più totale e osserviamo divertiti il gatto (più o meno selvatico!) che ogni tanto balza fuori dai cespugli mentre caccia  lucertole e altri animaletti!



Nei giorni seguenti esploriamo le numerose spiagge nelle vicinanze percorrendo centinaia di chilometri, ma prima sarà d’obbligo fare visita un paio di volte al taciturno gommista che ci è stato consigliato nei pressi di Porto Pozzo. Ci siamo imposti di alzarci ogni giorno alla buon’ora per essere in una qualche spiaggia quando i raggi del sole non sono ancora in grado di massacrarci.



La nostra pelle è di un bianco così imbarazzante che ci vergogniamo un po’, ma questo nostro pudore iniziale ci permetterà di scovare angoli incantevoli tutti per noi, lontani dalla massa e dai bagni attrezzati che sinceramente non abbiamo mai sopportato.
Non sto a fare l’elenco o a descrivere troppo la nostra vita balneare, ma posso dire che raggiungere in Vespa tutti questi piccoli paradisi è stata (ma non c’erano dubbi) la vera mossa vincente.



Un capitolo a parte merita però l’intera giornata che abbiamo dedicato all'Arcipelago de “La Maddalena” che è da anni inserito in un meraviglioso parco nazionale.
Raggiungiamo il capoluogo con il traghetto “Pace” della compagnia “Enermar” (la migliore per prezzo che effettua numerose corse al giorno fin dal primo mattino) dopo aver navigato circa un quarto d’ora dal porto di Palau, e una volta scesi svoltiamo subito a destra dirigendoci verso Caprera passando accanto alla grande area ristrutturata in occasione del mancato “G8” che poi venne spostato a L’Aquila.



Basta attraversare la stretta striscia artificiale in mezzo al mare,dove un semaforo regola i lavori in corso, e siamo già arrivati sull'isola dell’Eroe dei due mondi.
Un breve salto alla casa di Garibaldi (che non visitiamo) e subito torniamo indietro verso Stagnali proseguendo per la strada che ora diventa sterrata e che porta alla punta sud dell’isola.
Niente storia o cultura oggi, abbiamo soltanto voglia di fare un bel bagno nelle acque trasparenti e calde e godere dello splendido sole!
Vorrei portare Natalia alla spiaggia del relitto o alla piccola Thaiti che non ho mai visitato, ma la prima so che è sempre troppo affollata, mentre la seconda è troppo lontana dall’ultimo parcheggio e richiederebbe di fare un bel po’ di trekking che noi non possiamo e non vogliamo proprio fare!



Caprera però sa regalare altre gemme, sempre li a due passi da dove ci troviamo noi, e così ripieghiamo (si fa per dire!) sulla più accessibile spiaggia dei due mari che si raggiunge facilmente svoltando a sinistra in una stradina nascosta nella macchia, non appena si scorge il mare da ambo i lati. E’ l’ideale per la nostra Puffa visto che lo spazio disponibile è sufficiente a contenere soltanto due o tre auto al massimo. Siamo sullo strettissimo istmo che collega l’isola principale a Isola rossa, che proprio isola ovviamente non è!
La spiaggia di due mari si trova sull'ampio golfo nella parte interna e ci accoglie dopo una brevissima passeggiata con le sue acque trasparenti e placide da sembrare quelle di una piscina!



La sabbia a differenza di gran parte delle spiagge Galluresi, non è composta da grossolani sassi granitici ma è fine come cipria e bianchissima, quindi poco importa se i depositi di posidonia  essiccata che a un primo sguardo sembrano rifiuti non vengono mai tolti da nessuno!
Si ha la sensazione di essere in un’oasi selvaggia e incontaminata ma accessibile a tutti, e
non è raro incontrare anche i cinghiali che sbucano dai cespugli direttamente sulla spiaggia e senza paura alcuna verso l’uomo, ma pare che oggi non abbiano nessuna voglia di farsi vedere.
Rimaniamo stupiti anche per i fiori che crescono sulla sabbia a due passi dall’acqua, incredibile come possano sopravvivere in un ambiente all’apparenza così ostile!
In questi giorni ho ribattezzato Natalia con un nuovo nomignolo; “Nata-Pesce”, il perché è facilmente intuibile!



E oggi è più pesce che mai, anzi a dire il vero siamo entrambi come due pesci che non vogliono assolutamente saperne di uscire da questo acquario paradisiaco!
Ma purtroppo dobbiamo arrenderci, il sole è perpendicolare su di noi e non c’è più crema che tenga, urge scappare per trovare riparo all'ombra della vicina pineta dove anche un bel pranzetto ci sta aspettando. Il chiosco offre un po’ di tutto e il nostro pasto è annaffiato come sempre dalla immancabile Ichnusa!




Sulla strada del ritorno abbiamo pure la fortuna di vedere tante piante di agave in fiore, un evento questo molto raro che purtroppo sancisce il declino e la morte di queste belle piante grasse! Non avevamo mai ammirato un fiore lungo alcuni metri, con uno stelo tale da sembrare un piccolo e buffo albero che ora viene preso d’assalto da una miriade di imenotteri operosi.





Il pomeriggio proseguirà con il periplo della Maddalena che ci regalerà visioni e colori indimenticabili e viste panoramiche su tutta l’isola.
Ci rimane il rammarico però di non poter godere a pieno di tutto questo, visto che abbiamo giocoforza scelto le ore meno adatte per fare una simile escursione.
Escursione che poi si concluderà nella piazza principale del capoluogo, con noi stremati a dissetarci in un bar e a fare un po’ di shopping prima di salire sul battello che ci riporterà a casa nel tardo pomeriggio.






Nei giorni seguenti proseguiranno altre spiagge e altri bagni e nuove esplorazioni nei luoghi più belli della Gallura!
Santa Teresa con Capo Testa e le sue rocce dalle forme strane che guardano la vicina Corsica e cambiano di colore quando il sole arriva o se ne và. Capo d’Orso, Palau con il suo porticciolo turistico dove in molti ci invitano a fare escursioni sui battelli (interessanti ma care e troppo confusionarie per i nostri gusti) che gentilmente decliniamo.
E tutta la costa ovest fino a Vignola Mare, Costa Paradiso, Monte Russu, Rena Maiore e la vicina Rena Bianca che ricorda le dune bianchissime del Brasile tante volte viste nelle foto di amici.





Ma saranno tanti anche i giri anche per le stradine nei dintorni di San Pasquale fino ad arrivare a Luogosanto e in altre località meno note dell’interno.
E il cibo…che scorpacciate abbiamo fatto!!!
Solo questo argomento meriterebbe un gran numero di pagine ma sarebbe impossibile descrivere i sapori dei piatti gustati e fino a quel momento a noi totalmente sconosciuti!
Quando sul continente tutti vivevano quei giorni come afosi e insopportabili, qui il clima era così piacevole da rendere impossibili i nostri giri serali dal tramonto in poi senza aver indosso le giacche, assolutamente indispensabili perché era grande l’escursione termica!
Insomma, tutto è così bello, così perfetto da farci sognare una vacanza infinita senza mai un ritorno!
- Se la vita fosse questa…! -
Ci diciamo più volte sospirando e certi di essere in buona compagnia per quanto riguarda questo genere di desideri fantasiosi!




Ma purtroppo la realtà è un’altra e le nostre fantasie durano poco, i giorni volano via in modo così piacevole che ci sembra strano dover montare di nuovo i bagagli sulla Vespa per riprendere la via di casa.



I distacchi sono sempre brutti e anche questo non fa eccezione.
Lasciamo un luogo dove ci siamo sentiti come a casa e nel quale abbiamo avuto la possibilità di conoscere tante persone semplici e simpatiche (Pasquale, Amilcare da Asti, la famiglia da Bovolone, la giovane coppia da Livorno, la signora della bottega di alimentari a Porto Pozzo e tanti altri!).



Ma non è tutto finito, ora si cambia soltanto zona e la nostra vacanza può proseguire ancora per un giorno. Si vedranno nuovi paesaggi, si conosceranno altre persone, si vivranno altre situazioni, si smonteranno di nuovo i bagagli, si sperimenteranno altri patti gustosi, si dormirà in un altro letto, e infine saliremo di nuovo sulla Puffa  verso la Moby Tommy, sarà lei questa volta a riportarci in Toscana.




Propongo a Natalia di fare questo ultimo breve trasferimento verso Pittolongu che si trova a nord di Olbia, come se fosse il solito vespa-giro e con la sola differenza che avremo con noi l’intero carico di bagagli. Faremo un tragitto più lungo che ci consentirà di riempire tutta la giornata.
Lei come sempre si fida ciecamente di ogni mia idea, giusta o sbagliata che si riveli!
- “Harasho”, per me va benissimo!! -
Si è vero che conosco abbastanza bene la zona, ma in questo caso non si tratta di scegliere un itinerario più breve o più bello, ma di come trascorrere l’intera giornata insieme, e questa sua fiducia mi lusinga ogni volta!



Oggi faremo un piccolo tour della Costa Smeralda, l’idea è quella di percorrere tutta la strada costiera, ma sbaglierò strada più volte ritrovandomi con vari punti interrogativi sulla testa e in mezzo a fichi d’india, mucche, caprette e muretti a secco!



Del mare per lunghi tratti non c’è traccia alcuna, e meno male che poco prima mi ritenevo un gran conoscitore del posto!
La cosa comunque non ci dispiace affatto, anzi, è il naturale prosieguo dei giorni precedenti.
Sinceramente non ho mai sopportato questi posti vip, ma ormai siamo da queste parti e voglio far vedere a Natalia almeno le bellezze paesaggistiche perché di tutto il resto francamente non ci frega molto. Le racconto che da queste parti quaranta anni fa non c’era assolutamente nulla, ora possiamo soltanto immaginare come il tutto doveva apparire senza residence, porti, panfili e ville sontuose.



Ad essere onesti bisogna comunque riconoscere che c’è una certa armonia con la natura, non scorgiamo infatti mostri architettonici o forse sono soltanto nascosti alla nostra vista.
Ci attirano invece fin dal primo giorno i colori pastello delle case, anche di quelle più modeste che sono una gradevole costante in tutta la Gallura.
Il traffico inizia ad aumentare ed è divertente superare in pompa magna i tanti macchinoni che rimangono imbottigliati nei rarissimi ingorghi!
Poltu Quatu, Porto Cervo e Porto Rotondo sono li a due passi, ma salto d’istinto questi luoghi che non mi hanno mai attratto. Faremo soltanto una brevissima sosta all’ingresso di Porto Cervo senza neanche scendere dalla Puffa, l’insegna di una agenzia immobiliare attira l’attenzione di Natalia perché è scritta in cirillico ma in modo sbagliato!!
Segno che evidentemente anche da queste parti i ricconi dalla grande madre Russia stanno arrivando in massa a fare shopping!



Baia Sardinia mi sembra il posticino più simpatico e accogliente rispetto alle altre località, vado d’istinto perché d'altronde da qualche parte dobbiamo pur fermarci!
Decidiamo così di consumare il nostro pranzetto all'ombra di grossi ulivi, all'interno di un parcheggio dove si trova pure un simpatico venditore ambulante che ha in bella mostra dell’ottimo pesce fresco! Il pranzo di oggi è da veri pezzenti, ma squisito e rinfrescante!
Pomodori dolcissimi colti al mattino dal generoso Pasquale, un pezzetto di pecorino sardo fresco, un po’ di pane e una bottiglia d’acqua! 



Dopo il lauto pasto a costo zero si continua a gironzolare per tutta la costa, ma alla fine ci ritroviamo di nuovo ad Olbia dove riconosciamo gli stessi posti di una settimana fa…
Accidenti, ma dove si trova la strada per raggiungere Pittulongu, nostra meta finale di oggi?!
Gira e rigira imbocchiamo la vecchia stradina costiera che collegava Olbia a Porto Aranci prima della costruzione della vicina superstrada, e con essa troviamo pure il nostro albergo che è proprio di fronte al mare. E’ piccolino ma davvero grazioso, sembra di entrare in un giardino botanico per quante piante e fiori ci sono.




Si ripete di nuovo il rito dei bagagli e di nuovo invito Natalia a prendere possesso della stanza mentre io mi occupo del piccolo trasloco!
E’ l’ultima sera in Sardegna ma vogliamo godercela a pieno!



Una bella doccia, un po’ di riposo e al tramonto quando l’aria si fa più fresca ci concediamo una piccola gita verso San Teodoro dove ci attende una sontuosa cena a base di pesce!
A San Teodoro che è troppo lontana non arriveremo mai, ma a Porto San Paolo si!
In realtà durante il tragitto abbiamo ricevuto delle ottime dritte da alcuni passanti su dove mangiare bene spendendo poco, ma ovviamente ci siamo piacevolmente persi tra stagni e saline ad osservare uccelli acquatici e una natura splendida. 




Poco prima, non lontani dall'aeroporto di Olbia, un simpatico venditore di frutta ci consigliava e invitava al nostro prossimo viaggio, di scegliere come meta la meno turistica ma più “vera” provincia di Nuoro!
Spenderete molto meno, troverete meno casino, gusterete la vera cucina Sarda!-
Sono certo che aveva ragione, e noi ascoltandolo sogniamo già di sbarcare nuovamente in questa isola splendida al più presto per scoprirne il restante 95% che ancora ci manca!!



La cena sarà comunque ottima con gnocchi e frittura di pesce, il ritorno a notte fonda ci farà patire come sempre un freddo boia!



L’indomani al mattino presto salpiamo verso il continente, è una splendida giornata ma non altrettanto bello il nostro umore. Non ci muoveremo un attimo dal ponte esterno come per gustare ogni istante fino all'ultimo dell’aria di Sardegna, ma anche meno poeticamente per preservare gelosamente il prezioso posto a sedere che ci siamo conquistati sulla Moby Tommy strapiena di gente!



L’arrivo in Toscana ci dona energie nuove e una volta sbarcati siamo già pronti per bel un giro in Maremma che ci riporterà lentamente a casa. Come sempre preferisco un itinerario diverso rispetto all'andata, ma una volta giunti a Follonica ci dovremo arrendere perché è davvero troppo caldo, un’afa opprimente ci toglie il fiato e anche l’entusiasmo. Ripieghiamo dunque verso la “Massetana” facendo una lunga sosta proprio a Massa Marittima che si presenta in quei giorni con delle strutture teatrali sul sagrato del Duomo. Al suo interno oltre alle bellezze artistiche e architettoniche siamo ritemprati da una piacevolissima frescura, e inoltre abbiamo il piacere di assistere a un suggestivo battesimo.



Durante il prosieguo della nostra ultima tappa saranno gli stessi boschi delle colline metallifere a proteggerci dai raggi del sole. Ci troveremo così nelle dorate colline senesi a pochi chilometri da casa, quando un infuocato e scenografico tramonto farà calare il degno sipario a conclusione della nostra magnifica vacanza, ce l’abbiamo fatta!








Dedicato a Natalia, che dal 2010 è diventata mia moglie, e mi sopporta e supporta, dedicato alla nostra Toscana e ovviamente alla Sardegna, una terra splendida tutta da scoprire. Infine dedicato alla Vespa perché con lei ogni uscita o viaggio assume un valore tutto speciale!
Quella che a molti potrà apparire come una banale vacanza, per noi è stata invece una indimenticabile avventura!
Ciao da Paolo e Natalia!
Con Vespa si può!
;-)